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Prurito intimo – Analizziamo le cause e le soluzioni

Quando si aspetta un bambino il disturbo può essere fisiologico. Ma può avere anche altre cause. In ogni caso, parlane sempre con il ginecologo.

A volte è un fastidio diffuso, altre volte è localizzato in una parte specifica del corpo. Può dipendere da vari motivi e richiedere cure diverse. Non tentare l’autodiagnosi, potresti sbagliare. Durante la gravidanza, la mamma può avvertire prurito a braccia o gambe, a tutto il corpo o nella zona genitale. Il sintomo non deve essere mai sottovalutato e va riferito al ginecologo per non correre il rischio di farsi da sole una diagnosi sbagliata. Il fastidio cutaneo può infatti essere fisiologico, cioè causato da una normale risposta dell’organismo materno ai cambiamenti ormonali durante i nove medi, ma può indicare anche un disturbo vero e proprio, che non basta alleviare semplicemente con talco mentolato. Se compare solo localmente :

Prurito da ritenzione idrica

Durante la gravidanza, la massiccia presenza in circolo di ormoni (estrogeni e progesterone) provoca una maggiore ritenzione idrica. La parte liquida del sangue aumenta di 15 volte all’inizio dei nove mesi, e addirittura del 50 per cento in prossimità del parto. A mano a mano che la gestazione procede, e soprattutto nel terzo trimestre, quest’acqua tende a depositarsi anche nel tessuto extracellulare, cioè tra una cellula e l’altra. Negli ultimi due mesi di attesa, ciò provoca in molte mamme un lieve gonfiore, che non è tuttavia sintomo di alterazioni particolari né tantomeno di malattie.

Circolazione delle vene faticosa

In gravidanza, la circolazione sanguigna delle gambe viene rallentata da diversi fattori, tra cui il peso del pancione (che comprime le vene delle gambe ostacolando il flusso di sangue, il quale in certi punti ristagna) e le pareti muscolari dei vasi sanguigni (che, per la presenza del progesterone sono meno toniche). Al gonfiore delle gambe e dei piedi, può accompagnarsi spesso anche un fastidioso prurito. COME SI CURA – Per favorire il ritorno venoso del sangue verso il cuore e sgonfiare i piedi sono particolarmente indicati questi accorgimenti : –    lunghe camminate all’aperto : frequenti nuotate in piscina (non a livello agonistico) –    posizioni di relax : stare sdraiate mantenendo le gambe alzate a squadra appoggiate al muro per almeno dieci minuti ogni sera –    massaggi  linfodrenanti, da farsi una volta alla settimana da parte di un estetista esperta dei disturbi della gravidanza –    docce fredde alle gambe.

Bagni tiepidi, oli, creme danno sollievo ma è bene scoprirne le cause

I tessuti impregnati di acqua si tendono più del solito e possono dare una lieve sensazione di prourito nella parte bassa dell’addome, alle gambe e ai piedi. Essendo una manifestazione cutanea normale durante la gravidanza, questo tipo di prurito non richiede nessuna particolare terapia. In ogni caso si può lenire con: un bagno tiepido con due cucchiai colmi di amido di riso con proprietà calmanti ; idroterapia (cioè idromassaggi) che reidrata la pelle esternamente e grazie alla pressione esercitata dall’acqua sui tessuti, facilita il riassorbimento dei liquidi che ristagnano; creme e oli reidratanti ; impacchi di argilla verde ventilata, che calmano il prurito dando sollievo; talco mentolato da applicare localmente per rinfrescare la pelle.

Intimi fastidi dei nove mesi

La ritenzione d’acqua nei tessuti e la stasi venosa, negli ultimi due mesi di gestazione, possono causare anche un lieve rigonfiamento dei genitali, associato a una sensazione di prurito. COME SI CURA – si può ricorrere a bidet con acqua tiepida. Tuttavia, nella zona dei genitali, bisogna anche cercare di distinguere questo tipo di prurito fisiologico da altri dovuti ad infezioni. Se il fastidio è insistente, accompagnato da bruciore nell’urinare o perdite maleodoranti e bianche simili a ricotta, si tratta di un’infezione alle vie urinarie o vaginale. Spetterà al ginecologo curare questo tipo di disturbo: se si tratta di candida, prescriverà antibiotici antimicotici in crema da applicare sulla parte; se vi sono vaginiti o cistiti, indicherà terapie locali o antibiotici per bocca. In alcuni casi può essere il sintomo di qualche malattia autoimmune :

Prurito da smagliature

Un altro prurito del tutto normale è quello provocato dalle “strie rubre gravidiche”, che altro non sono che sottili smagliature. Le strisce rosse pruriginose sono microlacerazioni che interessano gli strati profondi del derma e compaiono: –    sul seno, dal terzo mese di gravidanza. Fin dai primi mesi, infatti, il seno comincia a subire modificazioni e ad aumentare di volume; –    sull’addome, al settimo, ottavo mese quando, il tessuto più profondo della pelle, viene sollecitato al massimo dall’utero, sempre più ingrossato e da una maggiore presenza di acqua nei tessuti. Questa distensione può quindi favorire le microlacerazioni. COME SI CURA – Oltre ai rimedi indicati sopra per il prurito a gambe e addome, sono consigliati: creme contro smagliature per massaggi delicati; un controllo del peso, perché la mamma non deve aumentare in modi eccessivo: negli ultimi mesi è corretto un aumento non superiore a mezzo chilo alla settimana.

Vene varicose… nascoste

In gravidanza, 7 mamme su 10 soffrono di prurito dovuto a emorroidi, cioè piccole vene varicose che si formano nella parte terminale del retto. Questo disturbo è in parte dovuto allo stesso meccanismo di stasi venosa delle gambe, in parte associato a un problema di stitichezza. Nell’attesa infatti, l’utero ingrossato esercita una pressione anche sulle vene del retto, rallentando il flusso. E il progesterone, rallenta i movimenti dell’intestino che diventa quindi più “pigro”. Dilatandosi il grappolo, queste vene diventano visibili attorno all’ano. In questo modo, ma anche prima, quando vi è gonfiore danno una sensazione di prurito locale. Di solito il prurito si manifesta negli ultimi mesi di gravidanza, ma può comparire prima se la mamma ne ha già sofferto in una precedente gestazione. COME SI CURA – se le emorroidi sono lievi potrebbe dare sollievo bidet con acqua tiepida. Se il disturbo è più intenso, serve applicare pomate a base di ioscina, che tende a fluidificare il sangue, o un antibatterico, utile nel caso in cui il ristagno di sangue abbia provocato piccole infezioni, che saranno prescritte dal ginecologo. Per prevenirle, bisogna bere acqua (circa due litri al giorno e arricchire la dieta di frutta e verdura fresche di stagione). Ciò ammorbidisce la consistenza delle feci, cosi comprimeranno meno le vene. In gravidanza sono indicati anche piccoli clisteri.

Prurito “delle gravide”

C’è un altro tipo di prurito, piuttosto raro, un tempo detto “delle gravide”, oggi definito “prurito gestazionale”, dovuto alla colestasi intraepatica, un’alterazione del funzionamento del fegato. In pratica, gli epatociti, le cellule che consentono al fegato di filtrare le scorie degli alimenti, vengono intossicate dalla presenza massiccia di progesterone e di estrogeni. Di conseguenza, il fegato non filtra più, cosicchè i Sali biliari e altri scarti vanno in circolo nel sangue, provocando prurito. Con tutta probabilità si tratta di una malattia autoimmune: l’organismo della mamma produce cioè anticorpi contro se stesso. Il prurito compare nell’ultimo trimestre di gravidanza, soprattutto nelle ore serali o notturne: dapprima colpisce braccia e gambe, poi tende a diffondersi su tutto il corpo.In rari casi può causare anche ittero, una pigmentazione giallastra della pelle o della parte bianca degli occhi. COME SI CURA – queste le terapie che vengono prescritte dal ginecologo: una dieta che escluda cibi fritti, grassi animali, caffè, tè, alcol, cioè alimenti che richiedono un notevole impegno da parte del fegato; farmaci che riattivano la funzione di filtro del fegato (neuramide, che aiuta a non danneggiare più epatociti, cioè le cellule più importanti di quest’organo) e farmaci che eliminano il prurito (antistaminici, che bloccano le istamine, sostanze responsabili del prurito); la fototerapia ai raggi ultravioletti, che ha l’effetto di sbriciolare l’eccesso di bilirubina (sostanza contenuta nella bile che, quando il fegato si ammala, finisce in eccesso nel sangue ) e far diminuire i Sali biliari presenti nel sangue; l’abitudine a bere molto. Se necessario, lo specialista prescriverà flebo con sostanze glucosanti che aiutano ad assorbine meglio gli elementi tossici. Nei casi più gravi, lo specialista stimola il parto.

Herpes della gestante

Alcune mamme possono manifestare per la prima volta in gravidanza una malattia autoimmune che le porta a produrre anticorpi contro il loro stesso organismo. Tra le malattie autoimmuni, forse la meno conosciuta è l’herpes gestationalis, che colpisce per fortuna solo 1 mamma su 4000. Dal secondo trimestre , prima sull’addome, intorno all’ombelico e poi sul resto del corpo, compaiono vescicole e bolle pruriginose, spesso a gruppi. Il prurito può precedere l’eruzione cutanea. Le vescichette e il prurito tendono a ridursi nel corso delle ultime 6-8 settimane. Se invece, il disturbo si presenta dopo il secondo trimestre si attenuerà 2-3 settimane dopo il parto. La malattia ha molto probabilmente origine da una predisposizione genetica, che fa si che gli estrogeni e il progesterone danneggino le cellule delle membrane basali, quelle che danno il sostegno alla pelle, portando alla formazione di queste bolle. Si tratta in pratica di una attivazione delle cellule contro gli intrusi. Questa malattia non è pericolosa per il bambino, ma le reazioni degli anticorpi e il prurito conseguente possono provocare contrazioni e, quindi travaglio precoce, tra il settimo e l’ottavo mese. COME SI CURA –  il medico prescrive: –    antistaminici contro il prurito; –    steroidi topici (cortisone) per evitare di infettare le bolle. La puntura d’insetto fa più effetto

LA REAZIONE E’ PIU’ EVIDENTE

Durante la gravidanza, una puntura d’insetto (anche di zanzara) può dare effetti più evidenti del solito. In questo periodo, infatti, il sistema immunitario reagisce anche alle minime aggressioni delgli insetto con una risposta più evidente, cioè provocando una piccola infezione. I SINTOMI – oltre al prurito, è chiaramente evidente un gonfiore in un punto ben preciso. COME SI CURA – il ginecologo prescrive pomate al cortisone, oppure prodotti a base di ammoniaca (nitrato di ammonio). Se la parte interessata si infetta, vanno applicate localmente pomate antibiotiche.

Solo il medico può valutare

NO ALL’AUTODIAGNOSI

1 subito dal medico. E’ importante che la mamma che avverte una forma di prurito come quelle descritte , si rivolga al ginecologo. 2 possibili errori. Il rischio è infatti che, basandosi su consigli casalinghi di familiari e conoscenti, la mamma ingigantisca un problema inesistente o minimizzi invece un disturbo da curare seriamente.

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